Io credo che la casa . . . riveli il fatto che qualsiasi ambiente artificiale ha bisogno di essere progettato in base alle nostre esigenze ineludibili  di luce, colore, movimento, materiali che infondono energia, possibilità di contatto con il verde, e che se molti cercano di sopperire concentrandosi sull’arredo – gli oggetti  che scegliamo, i mobili, la tappezzeria, la gamma cromatica, le immagini che appendiamo alle pareti, le piante in vaso – a monte dovrebbe esserci  un progetto  architettonico che si basi su queste istanze, spostandole a quelle altrettanto cruciali della sostenibilità, dalla scelta dei materiali alle fonti di energia.

Un progetto estetico che rifletta la visione del mondo. È una cura che rifletta le nostre curiosità, le nostre scoperte, i nostri gusti.  Perché persino con le pentole, noi che siamo animali simbolici, tendiamo a instaurare un dialogo.

Quel che all’improvviso rivelano le nostre case… è la mancanza di rispondenza fra il paesaggio mobile della nostra interiorità e il luogo in cui abitiamo.

(A. Sarchi, 2020, Corriere della Sera Design)

Le nostre case sono davvero costruite pensando alla nostra interiorità?

Questa è la mia “missione”, la mia filosofia, l’abitare inteso come rifugio dell’anima, dove il proprio paesaggio interiore trova il giusto spazio. Da sempre sono spinto dalle suggestioni di mondi estesi, universi che si aprono e viaggiano da oriente a occidente. Il mio lavoro è creare il ritratto del committente attraverso un gesto d’artista, volto all’architettura e all’arredo, un mondo completo dove non esistono barriere e l’oggi è già domani; la mia costante ricerca della perfezione estetica posa lo sguardo sulle nostre radici artistiche fino ad abbracciare le nuove tendenze oggi a disposizione.

L’esperienza maturata nell’ambito residenziale e commerciale  mi consente di realizzare architetture e interni concepiti in base agli obiettivi funzionali ed estetici del committente, che viene instancabilmente  guidato durante l’intero processo creativo, a partire dalla distribuzione degli spazi fino ad arrivare alla progettazione del più piccolo particolare.